PROJESU "Anch'Io Missionario" ONLUS
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Progetti: Bolivia

Bolivia: I Progetti

Il progetto

“Dal 2006 siamo state chiamate a essere missionarie a Tucsuma, un villaggio di poche famiglie attorniato da 23 comunità di “campesinos”, distribuite sugli Altipiani Centrali delle Ande Boliviane a circa 4000 metri di altitudine.
A Tucsuma c’è una scuola statale con la scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado.
I bambini e i ragazzi dai 6 ai 20 anni frequentano la scuola spostandosi a piedi dai villaggi circostanti compiendo ogni giorno tratti di 2-6 ore di cammino per seguire le lezioni rientrando nelle proprie case/capanne alla sera terminata la scuola ripercorrendo lo stesso lungo sentiero. Molti, per questo motivo, non possono iscriversi e frequentare i corsi.

La Diocesi di Cochabamba, con il sostegno di quella di Bergamo, aveva provveduto a creare alcuni “internados” (convitti) per l’accoglienza dei ragazzi più lontani, favorendo la frequenza alla scuola, evitando le estenuanti e pericolose camminate a cui i ragazzi erano sottoposti, migliorando così la loro condizione umana e sociale.
Con suor Giovanna, siamo state chiamate ad essere missionarie in questi luoghi e per i primi tempi abbiamo vissuto in una casa di fango, poco sicura e confortevole. In seguito per un anno ci siamo trasferite nella chiesetta del villaggio, felici di condividere la vita con la gente e di essere una presenza di amore.
Nel frattempo con gli aiuti della Provvidenza, oltre a costruire una casa per noi, ci siamo prodigate per risistemare il convitto dove sono ospitati 150 bambini e ragazzi offrendo loro alloggio e vitto completo (colazione, pranzo, merenda e cena) dal lunedì al venerdì.
Grazie agli aiuti ricevuti dalla Congregazione, dagli amici e sostenitori e dalla Diocesi di Bergamo, siamo riuscite a risistemare il dormitorio dei ragazzi più grandi ed il refettorio che è anche il luogo delle varie iniziative e del doposcuola.
I nuovi pannelli solari installati sul tetto forniscono l’energia elettrica sufficiente per far funzionare tutta la struttura. Da poco sono iniziati i nuovi lavori per il rifacimento della cucina, della dispensa, del garage e del forno in cui cuocere il pane per i ragazzi (circa 1.000 panini). Il nostro compito quotidiano è quello di coordinare tutte le attività della piccola comunità che si è creata: assistere i ragazzi, curare la loro formazione, programmare i pasti, provvedere ai generi alimentari e di prima necessità, prestare le cure infermieristiche necessarie, incontrare regolarmente una volta al mese i genitori dei ragazzi.
Come nella maggior parte dei paesi poveri, le donne e i bambini pagano il prezzo più alto delle difficili condizioni di vita in cui versano questi popoli: nell’inverno 2010, 20 bambini sono morti a causa del freddo! Un obiettivo che abbiamo raggiunto è stato quello di riservare nell’ “Internado” uno spazio adeguato anche a quanti chiedono un sostegno temporaneo.
A gennaio 2011 è arrivata la terribile notizia: alla riapertura della scuola il Governo ha comunicato il suo rifiuto a provvedere agli alimenti necessari per la sopravvivenza degli “internados” dell’intera regione!

Dopo lo sgomento iniziale abbiamo deciso di non abbandonare la missione, ma di proseguire con coraggio quanto abbiamo deciso di fare. Per questo abbiamo bisogno di un sostegno importante da parte di tutti, uno sforzo economico notevole per l’acquisto degli alimenti che in questi mesi sono aumentati notevolmente. L’alternativa per questi giovani è quella di tornare a vivere nei villaggi lontani, abbandonando la scuola e tornando a pascolare le greggi. Di cuore, vi ringrazio per quanto riuscirete a fare”.

Suor Angela