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Progetti: Uganda

Uganda: I Progetti

Il progetto

Mpumudde è un sobborgo degradato a circa 5 Km dalla città di Jinija, distante 150 km da Kampala, capitale dell’Uganda.

Jinija è una città industriale dove convergono molte persone con l’illusione di un facile impiego. L’obiettivo di trovare un lavoro rimane un miraggio e molte di queste persone vanno ad ingrossare le file dei disoccupati.

Lo stato di guerriglia ancora presente in alcune zone del Paese impedisce a molti di far ritorno nei villaggi d’origine. Gli “slums” periferici così s’ingrandiscono portando povertà, degrado e disgregazione nelle famiglie. In questo contesto le persone più povere ed indifese vengono coinvolte in attività a rischio che specialmente per le donne significano prostituzione e distillazione clandestina della birra.

L’ubriachezza nelle strade e nelle famiglie innesca comportamenti irresponsabili con notevole aggravio della situazione della diffusione dell’AIDS.
In questo scenario le missionarie della congregazione delle Evangelizing Sisters of Mary si impegnano ad aiutare quelle persone e quelle famiglie che vivono una vita senza speranza.

La povertà dell’area non consente alle suore di essere aiutate in modo decisivo dagli abitanti.
Il progetto è stato presentato da suor Graziella Dolci, missionaria comboniana bergamasca presente da oltre 30 anni in Uganda.

La referente è suor Anna Mary Muduwa della congregazione delle Evangelizing Sisters of Mary, un istituto religioso locale. L’impegno di suor Anna è fornire cure, accompagnamento e sostegno a coloro, soprattutto donne e bambini, che hanno contratto il contagio dell’HIV; il desiderio è quello di offrire alle mamme la possibilità di rendersi ancora protagoniste del loro futuro, impegnandole in piccoli lavori di auto-sostegno.

In questa direzione si sta muovendo il piccolo progetto che suor Anna ha cominciato a realizzare: l’acquisto di almeno 200 galline. Ad oggi non esiste nemmeno una struttura in cui ricoverare gli animali.

Il desiderio è quello di comprare un piccolo appezzamento di terra per costruire un pollaio in muratura e poi acquistare altre galline. Questa soluzione permetterebbe l’avvio di un piccolo allevamento avicolo in condizioni igienico-sanitarie sicure, senza timore di furti o saccheggi.
Senza un aiuto esterno questo progetto non sarebbe possibile poiché i fondi a disposizione sono inconsistenti e mirati all’acquisto di medicinali salvavita per la cura delle donne e dei loro bambini sieropositivi.